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Psicoterapia online
28 Giu

Perchè mi ha lasciata dopo avermi detto che mi amava?

admin» Lunedì 28 Giugno alle ore 11:18

jealous.jpgBuongiorno ho 32 anni lui 30. Sono una persona piuttosto timida e insicura ma anche allegra, dolce, molto possessiva e sicura di me stessa e spiritosa al telefono o tramite internet.
Soffro da anni di attacchi di panico che hanno limitato parecchio la mia vita sia in termini di uscite (mi sento spesso a disagio in mezzo agli altri), che di esperienze (mi sento svenire se mi allontano troppo da casa o prendo i mezzi pubblici o guidare in autostrada o posti affollati) e ho pochissimi amici. Lui mi ha vista su facebook tramite amici comuni e dopo avermi “corteggiata” per tre mesi con sms della buonanotte e telefonate, ho accettato di uscire con lui per conoscerlo.
Quando l’ho visto di persona, non mi piaceva per niente fisicamente: aveva lineamenti troppo duri e un fisico seppur atletico che non rientarvano nei miei gusti.
Lui invece si è dimostrato fin da subito piuttosto attratto da me proponendo altre uscite. Non mi piaceva nemmeno perchè informandomi su di lui sapevo essere un farfallone, traditore e che mi avrebbe solo usata. Tuttavia fin dalla prima uscita si è dimostrato molto gentiluomo, dolce e mi dava l’impressione di volermi davvero conoscere come persona, inoltre lo trovavo molto elegante e simpatico. Quindi decisi di non dare ascolto agli amici o alla mancanza di “colpo di fulmine” da parte mia e provare a rivederlo.

Al secondo appuntamento mi ha baciata: non ero attratta nè innamorata ma provai un brivido fortissimo, mi piaceva il contatto fisico con lui. Prima di lui ho avuto solo storie brevissime dove mi innamoravo moltissimo con il colpo di fulmine ma venivo solo usata, non ricambiata e quando poi venivo allontanata per disinteresse dell’altro ci rimanevo malissimo e iniziavo a tempestarlo di telefonate per alcuni mesi nella speranza di farlo tornare con me, anche quando mi dicevano in faccia di non amarmi e che non gliene importava nulla di me. Con lui quindi volevo provare una strada nuova, uscire con un ragazzo per conoscerlo meglio anche senza il classico “colpo di fulmine” nella speranza di innamorarmi con il tempo di lui e allo stesso tempo perchè lui a differenza degli altri, che io avevo sempre rincorso, si prendeva cura di me con mille attenzioni e mi dava un senso di grande benessere e sicurezza.

Infatti mi sono sempre vergognata di mostrare i miei attacchi di panico rinunciando spesso a uscire. Con lui ci sono stati diversi episodi di attacchi di ansia e lui non se n’è andato e quando ad esempio un giorno gli dissi di riportarmi a casa perchè mi sentivo svenire, lui mi disse: non ti riporto a casa, devi vincere le tue paure, svieni pure se ti succede ti raccolgo io. Da allora l’ansia non è andata via ma è sparita l’angoscia che l’accompagnava e un pochino si è attenuata.

Mi diceva che a 30 anni vivevo ancora come una bambina chiusa in un piccolo mondo e che lui mi avrebbe presa per mano e aiutata liberarmi perchè mi amava. Pur non essendo attratta e non provando un “batticuore” quando lo vedevo adoravo il contatto fisico con lui e i momenti d’intimità, mi dava una sicurezza e un senso di benessere incredibili, gli confidavo tutto di me, insomma ci stavo bene. Lui mi ripeteva in continuazione di amarmi, che mi trovava bella e dolce. Le prime volte che andavamo a cena voleva tenermi per mano nel tragitto e al tavolo ma io mi sentivo a disagio perchè non lo reputavo abbastanza “bello” e mi sentivo in colpa per questo e di riflesso diventavo con lui ancora più dolce e accondiscendente.

Dopo le prime uscite mi sono resa conto che anche lui si vergognava di me: per strada non mi teneva mai per mano e mi trattava con estrema freddezza, quasi fossi una “cretina” (ad esempio davanti alla gente mi diceva “dai cammina più veloce, sbrigati oppure che brutte scarpe hai messo oggi…) e questo aumentava la mia insicurezza che già normalmente ho in mezzo alla gente e quando glielo facevo notare diceva che lui è fatto così…mentre appena stavamo solo mi abbracciva e riempiva di coccole dicendo quando gli piacessi.
Inoltre lui con me si dichiarava fidanzato e solo dopo un mese in occasione del compleanno del suo migliore amico voleva portarmi e presentarmi alcuni dei suoi amci in quell’occasione ma visto che stavamo insieme solo da poche settimane e io avevo paura di essere giudicata male, rifiutai. due settimane dopo circa trovai nel suo telefonino messaggi di altre ragazze inequivocabili di i suoi tradimenti (una faceva riferimento a una serata passata insieme).

Disse che erano solo amiche, che lui amava me, che erano cavolate. Mi infuriai e lo lasciai. Lo richiamai dopo una settimana per chiarire. Disse che aveva fatto il cretino e si si sentiva combattuto tra gli amici e il divertimento e me che gli piacevo tanto. lo perdonai e ci rimettemmo insieme. Da allora con il passare dei mesi iniziai a chidergli di conoscere i suoi amici o la sua famiglia ma lui si è sempre rifiutato adducendo ogni volta mille scuse o facendo quello che si stufa. Durante la nostra storia gli ribadivo che avevo molto sofferto per amore ed ero una persona fragile per via dell’ansia e del mio carattere sensibile e se lui non era convinto dei suoi sentimenti ma voleva solo divertirsi, doveva dirmelo, non mi sarei offesa ma almeno non ci sarei rimasta male per la presa in giro.
Lui mi rassicurava in continuazione dicendo che mi amava, che voleva stare con me e non voleva farmi soffrire. dopo circa 3  mesi di storia ho iniziato ad immaginarmi a vivere con lui dal momento che lui in precedenza aveva convissuto per due anni con una sua ex e ogni tanto me ne parlava. Gli dissi che mi sarebbe piaciuto e lui dapprima disse di si ma che voleva conoscermi meglio e che magari tra un anno saremmo andati a vivere insieme e poi successivamente quando glielo chiedevo mi diceva che ancora non si sentiva pronto e infine che lui voleva ancora divertirsi e non si sarebbe mai sposato.

Allora iniziavo a sfinirlo chiedendo se mi amasse e lui diceva di si. Gli facevo spesso scenate di gelosia perchè diventava sfuggente e quando usciva con gli amici, circa una sera a settimana  non mi portava mai. L’ultimo week end che abbiamo passato insieme è andato più o meno così:  sabato sesso, film, noia,  uscita con lui che come al solito appena varcata la soglia di casa di ignorava e si vergognava di me, tornati a casa coccole, ti amo, sesso, dormire abbracciati. domenica: sesso, ti amo, lo sento di nuovo annoiato, mi arrabbio. Lui dice di sentirsi soffocare, che sono assillante, che non vuole la fidanzata e vuole divertirsi e che non ce la fa più. gli chiedo se mi ama. Dice che ci sono cose di me che gli piacciono, altre no e che non vuole prendermi in giro. Gli chiedo allora pechè fino a un’ora prima diceva di amarmi e lui dice che sperava di provarlo ma non gli è scattato quel qualcosa in più che gli facesse venire voglia di andare avanti.
Io calmissima (me lo aspettavo) gli dico, ok, va bene ora finiamo di cenare (eravamo a casa sua) e poi mi riporti a casa. Lui dice ok. Si siede accanto a me e nel giro di DUE MINUTI di orologio si siede accanto a me e mi abbraccia. mi dice Sei arrabbiata? io: no, siamo amici.per cui non è il caso che mi tocchi.
e lui subito: amore ma io ti amo. e io inizio a dire: me lo hai detto tu che non mi ami . se lo hai detto è perchè lo pensavi. e lui: ma no è perchè mi fai girare le palle, sei il mio amore.
Sesso e dormiamo abbracciati con lui che ki dice: resterei per sempre così. e io che gli dico: si però hai detto che non mi ami e lui: l’ho detto perchè ero arrabbiato come faccio a stare senza di te?. lunedi: sesso, ti amo, usciamo a fare una passeggiata, lui è molto dolce e attento a me.
Lo lascio perchè dico che non riesco a dimenticare le parole del giorno prima. dice di nuovo di amarmi .altro sesso. mi riaccompagna a casa. Gli mando un messaggio dove gli dico che le parole che mi ha detto per me sono la prova che non mi ama davvero, che io sono più coraggiosa di lui, che stava con me per non stare da solo e lo lasciavo io. lui non risponde. alla fine lo chiamo io. mi dice che mi lascia, che continuando a stare cone mi prenderebbe in giro, che non vuole un progetto di vita con me e quindi è la prova che mancano le basi e non è innamorato di me. il giorno seguente piango e lo prego di vederci. dico che mi ha preso in giro come tutti gli altri, che non doveva dirmi di amarmi se non lo provava.
lo prego di tornare con me. quando ci vediamo piango tantissimo ma lui è irremovibile e molto  ferddo, dalla faccia si vede che non gliele frega niente e mi dice: sei una bella ragazza, adesso arriva l’estate ne troverai altri di ragazzi, ti prego solo di non assillarmi di telefonate. Cosa che faccio nei giorni succesivi in cui lui mi dice che sono pazza, non vuole vedermi mai più, che la mia voce lo nausea. una settimana dopo lo chiamo per salutarlo. Lui mi invita un week end “amici” (lui intendeva sesso senza amore) in barca e che non dovevo “affezionarmi” a lui perchè non provava nulla per me. Io rifiuto e il giorno dopo gli mando un sms dove gli dico che è un essere viscido, che mi ha dimenticata nel giro di una settimana e quindi non mi ha mai amata e che da “prostituta” doveva trattare qualcun’altra. seguono due giorni di sms di insulti reciproci. fino a che lui  mi dice: scusa mi dispiace averti offesa ma mi ha esaurito! ti prego di non chiamarmi più altrimenti domani cambio numero. Immediatamente gli rispondo: ma chi ti cerca? addio per sempre a cui subito risponde: stupida scherzavo. Gli dico che è matto e lo saluto.da lì silenzio.

Perchè vengo sempre presa in giro dai ragazzi? Perchè non riesco a far innamorare i ragazzi con cui mi fidanzo ma solo a a farmi usare? Perchè mi ha ripetuto fino all’ultimo di amarmi se poi lasciandomi mi ha confessato di non provare quel sentimnto pur sapendo, perchè glielo avevo detto chiaramente, che la cosa che più mi faceva soffrire era non tanto venire lasciata quanto la presa in giro? proprio una settimana prima gli dissi che la cosa più assurda per me erano quegli uomini che ti dicono ti amo e poi il giorno dopo ti lasciano. lui me lo ha fatto a distanza di una settimana Perchè è stato così crudele?

Cara 32enne
mi sembra che abbia le idee un po’ confuse, si descrive come una persona timida e insicura che soffre di attacchi di panico se si allontana troppo da casa, e forse questo le impedisce di avventurarsi all’interno di un rapporto di coppia fino in fondo.
Dice che quest’uomo non le piaceva, lo ha accettato perchè gentile anche se aveva fama di farfallone; sembra proprio che avesse bisogno di più di una garanzia perchè il rapporto non la portasse troppo lontano.
“Perchè non riesco a far innamorare i ragazzi con cui mi fidanzo” dice, e io le chiedo “E lei? riesce ad innamorarsi?” Nella sua lunga lettera racconta molti momenti e dettagli della sua storia, momenti di complicità e tante incomprensioni ma ciò che colpisce è il suo modo di porsi al “centro”, tutto sembra essere misurato con il metro delle sue paure o della sua felicità. Lei controlla rimprovera, rifiuta e ricerca ma in realtà quanto ama l’uomo da cui dice di essere stata presa in giro?
Le suggerisco di riflettere sui suoi stessi interrogativi, non è davvero importante ciò che quest’uomo veramente prova o ha provato per lei ma, ciò che è più importante, è di interrogarsi su come lei si pone nei rapporti, sulla sua difficoltà a consentirsi di amare e di avventurarsi in posti sconosciuti concedendosi la possibilità che il rapporto stesso possa andare avanti.
Cordiali Saluti
Laura Usai

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28 Giu

Non mi presenta alla sua famiglia

admin» Lunedì 28 Giugno alle ore 11:06

Salve dottore,
mi rivolgo a lei perchè non so più dove sbattere la testa.  Sono una ragazza di Firenze ed ho 23 anni e sono fidanzata con un ragazzo di 31 anni da 6 lunghi anni.
Dopo un anno e mezzo che stavamo insieme (non avevo ancora conosciuto nè sua mamma nè suo padre che è morto qualche anno dopo), mi aveva regalato un anello, mi ha portata a Parigi per il mio diciottesimo compleanno ed a casa mia lo trattavano come un figlio, poi lui mi ha tradita per 3 mesi dopo dichè mi ha lasciata e si è messo con questa.
Lui dopo una settimana che ci siamo lasciati ha fatto conoscere la sua “amante” a tutta la sua famiglia come se fossero una coppia di sposini, lui andava a dormire da lei tutti i week end, lo chiamavano zio i nipotini di lei ecc…
sono stati insieme in un anno ma dopo 6 mesi lui è tornato a cercare me .. ci siamo rivisti ma lui non voleva lasciare questa persona (che stava insieme a lui solo per soldi e per prendere la cittadinanza) ma dopo qualche mese che non ci sentivamo e non ci vedevamo più lui l’ha lasciata e siamo tornati insieme..
Il problema oggi è che io dopo tutti questi anni sofferti per i suoi errori e per le ferite che mi ha lasciato ancora non ha detto a sua mamma che esisto, ogni volta trova una scusa per non farlo. Io prima non gli ho mai detto niente, però adesso stiamo per andare a convivere ed io ancora per la sua famiglia non esisto mentre lui 3 volte a settimana è a cena da me!

E’ sempre stato un tipo che dopo 2/3 settimane portava una ragazza a far conoscere in casa.. ha avuto 4 storie serie importanti durati 3/4 anni e tutte queste sono state portate in casa sono l’unica a cui a riservato questo trattamento. Mi sento umiliata se penso che ha preferito far conoscere in casa “l’amante” anzichè me che dice che sono la cosa più importante della sua vita.
Adesso ha aperto con sua mamma un ristorante perciò anche per chiamarmi lo fa di nascosto!
Quale è il problema? si vergogna di me? ha paura che non sono all’altezza delle altre che ha portato in casa (che fra l’altro sono anche persone che nessun uomo vorrebbe accanto!)..
Questa situazione sta iniziando davvero a farmi male, lui lo sa benissimo e non fa niente!

La ringrazio per la sua gentile attenzione spero mi possa dare un consiglio!

Cara 23enne
una delle basi fondamentali di un rapporto è riuscire a comunicare ciò che mette disagio, questo per evitare che rancori e insofferenze si accumulino nel tempo finendo per avvelenare tutto quello che si condivide.
Non so perchè il suo compagno ha scelto di non farle conoscere la propria famiglia e non penso neppure che debba essere un prerequisito fondamentale e indispensabile ad un rapporto, ma lei vive questa situazione come una grossa umiliazione, come il segno di una mancanza di considerazione da parte sua e allora, le chiedo, se questo è quello che sente, come può pensare di avviare con questa persona una convivenza?
Se vuole dare al suo rapporto una possibilità di durare, se vuole evitare che il rancore si accumuli distruggendo quello che vive, deve chiarire al suo compagno quanto questa situazione la faccia soffrire, cercando di essere il più sincera possibile e di assicurarsi che lui comprenda.
Quando avrà davvero compreso starà a lei decidere, se continuerà a non fare nulla, se è davvero lui l’uomo con cui desidera fare progetti.
Cordiali Saluti
Laura Usai

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26 Apr

Non me la sento di convivere

admin» Lunedì 26 Aprile alle ore 12:28

coppiacopreviso.jpgSalve mi chiamo Maddalena ho 19 anni la scrivo perchè ho bisogno del suo aiuto io sto vivendo una storia d’amore con un ragazzo da 3 anni con lui sto bene, rido, scherzo, mi piace stare in sua compagnia il problema è che siccome lui lavora fuori mi ha chiesto di andare a vivere insieme io se all’inizio della nostra storia sarei corsa subito per andare a vivere con lui ora no e proprio da questo nasce il mio problema. Da quando me l’ha chiesto sto avendo delle insicurezze su di noi premetto che ho vissuto questa situazione già una volta, praticamente non sono più convinta di voler stare con lui c’è una parte di me che dice di non lasciarlo l’altra parte dice di si io ho paura di prendere una decisione sbagliata perchè non so guardare dentro di me, non so perchè a volte mi vengono questi dubbi nella mente le sarei molto grata se mi aiutasse proprio perchè non ce la faccio più a sopportare questa situazione e sopratutto vorrei non poter ricaderci più. aspetto una sua risposta al più presto e la ringrazio per il suo aiuto.distinti saluti maddalena.

Cara Maddalena
sta  bene con il suo ragazzo ma non se la sente di prendere un impegno maggiore attraverso una convivenza. Vive questa situazione con grande angoscia perchè da questo lei fa derivare la sua mancanza di amore per il suo ragazzo. Ma ha 19 anni e la convivenza è un passo piuttosto impegnativo. E’ comprensibile che si senta così spaventata e insicura e all’improvviso non sappia più quello che prova mettendo in discussione tutto il suo rapporto.
Io ho l’impressione che semplicemente non si senta ancora pronta a questo passo così importante e se è così fa bene a non compierlo. Non vi è alcuna tabella di marcia da rispettare, viva serenamente il suo rapporto e si lasci il tempo di desiderare i passi importanti prima di compierli.
Cordiali saluti
Laura Usai

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19 Apr

Paura, di cosa?

admin» Lunedì 19 Aprile alle ore 11:11

images.jpgBuongiorno dottoressa.
Sono una ragazza di 22 anni. Mi chiamo MG. Innanzitutto spero possa rispondermi al più presto possibile. Il mio è un problema di cuore…o di psiche, non saprei. Ho una storia d’amore che adesso va avanti da 3 anni e 2 mesi, contando da quando conosco il mio ragazzo (chiamiamolo C.) sono quasi 4 anni… Mi sono innamorata subito, grave errore che però ho fatto sin dalle prime esperienze perchè amo lasciarmi andare ai sentimenti, esporli ed essere sincera. Penso di poter dire che sia l’unico di cui io mi sia innamorata, ho avuto delle cotte, mi sono legata tantissimo ma lui è stato tutto per me fin da subito, e da subito lo volevo solo per me. Lui per i primi mesi non aveva “la testa” a far una cosa seria in quanto oggigiorno è fin troppo facile trovare una ragazza disponibile a divertirsi senza impegno serio, però non mi lasciava mai andare, teneva un filo di speranza sempre attaccato dicendo che quando si sarebbe messo la testa a posto sarei stata io la sua ragazza…e dopo 4 mesi da quando ci siamo conosciuti ho avuto la mia prima volta con lui, o meglio la mia prima volta!
Dopo un mese ci siamo messi insieme ufficialmente e coinvolto le famiglie. Prima di tutto questo però ho sofferto tantissimo proprio a causa di quel pregio di cui vado fiera, quello di legarmi subito e dare tutto di me stessa, e per il fatto di avere la consapevolezza che mentre io pensavo a lui, lui stava con un’altra, si sentiva con un’altra se non addirittura magari lo vedevo con un’altra. (Mentre scrivo mi viene da piangere a pensarci)

I primi mesi, come in tutte le storie appena nate, andavano a gonfie vele, ma dentro me a causa dei mesi passati e di quel dolore, si alimentava una gelosia ossessiva. Passava il tempo e con la mia gelosia cresceva la consapevolezza di poter perdere l’amore mio proprio a causa della mia ossessione che lui potesse avere un’altra, smettere di amarmi, voler tornare a divertirsi libero con i suoi amici….riprendere la vita di prima e allontanarmi.
Ad un anno e qualche mese dall’inizio della nostra storia, un suo vecchio amico gli propone di lavorare come PR per un’organizzazione che promuoveva serate in discoteca e ciò dunque implicava conoscere nuova gente, dar confidenza a persone che non conoscevamo per attirare gente alle serate. In un ambiente del genere è facile trovare persone inaffidabili, ragazze “libertine” e vedevo i loro comportamenti e mi mettevo cose in testa e stavo male…da maggio a settembre più o meno non abbiamo fatto altro che litigare per questa sorta di stupido lavoro che poi non ci faceva guadagnare così tanto, finchè poi il 27/10/2008 il mio ragazzo mi ha lasciata a causa di questa vita diventata troppo pesante per via della mia gelosia, dicendomi che non sapeva più che voleva, se mi amava ancora…
Naturalmente ho affrontato tutto nel modo peggiore, piangevo tutto il giorno,lo chiamavo e litigavamo…finchè non trovai il modo di “tagliare”…ci siamo incontrati un’ultima volta, abbiamo fatto l’amore. Il giorno dopo era tutto finito per me, avevo deciso di non soffrire più, di non riuscire più ad aspettare, non era giusto per me stessa….
Iniziai a sentire un vecchio amico per telefono (lui sarà G.), alla ricerca di ciò che mi mancava lui avrebbe saputo darmi affetto, ascolto, comprensione….era un’amicizia via-telefono, G. non è siciliano, non abita qui ma al tel sapeva darmi molto e mi faceva stare bene..ed inoltre mi voleva bene, sembrava sincero anche se al tel.

Ma quei fantasmi che al tel con G. scomparivano, tornavano sempre nei momenti di malinconia e tristezza…momenti in cui non ammettevo neanche a me stessa che senza volerlo illudevo quel povero ragazzo, ma che più d’ogni altra cosa non facevo altro che illudere me stessa che stavo dimenticando l’amore della mia vita e che sarei stata bene anche senza C.
Nal frattempo affronto 2 operazioni, una estremamente importante e che avrei voluto tanto vivere con C al mio fianco…. ormai era dicembre e lui sapeva che avrei affrontato quell’operazione. Dopo 2 settimane del mio silenzio, ero riuscita a non chiamarlo per 2 settimane (record!!!), si fa vivo lui ma io non volevo tornare a soffrire anche se sapevo che non sarei mai veramente uscita da quella storia.
Il giorno dell’operazione mi manda dei regali tramite dei miei carissimi colleghi dell’università ma non entra neanche in ospedale per via della presenza dei miei genitori che non volevano neanche vederlo. All’inizio me ne frego di quel gesto ma la solitudine fa parlare la testa e anche il cuore e nel pomeriggio, rimasta sola, avevo riflettuto molto su tutto ed iniziato a sentire di nuovo i miei sentimenti che sovrastavano la rabbia e la sua mancanza.
Per cercare di riassumere visto che mi sto dilungando troppo…..dopo aver riflettuto e valutato tutto, quando ho capito che avrei potuto perderlo se avessi continuato a fare l’orgogliosa e a lasciarlo sulle spine,,,,tornai con lui. All’inizio ero molto diffidente, impaurita e fredda….ma già dopo poche settimane sentivo di nuovo nel mio cuore un amore incredibile come se fossimo tornati ai nostri primi e splendidi mesi di storia……

Tuttavia si sa che le ferite profonde lasciano delle cicatrici, e le cicatrici si sentono sempre e periodicamente tornano a bruciare, e di un bruciore intenso….nelle liti la rabbia accumulata nel periodo in cui siamo stati divisi usciva di botto da me attraverso la bocca, e spingeva C. a fare finte come quella di lasciarmi in asso per andare via e tornare a casa, ma naturalmente non era quello che voleva nè lui nè io e facevamo pace ma con del rancore dentro(almeno io)…
Tutto questo più la sua sceneggiata di andare via si ripetè svariate volte fino all’ultima sfuriata in vacanza con i miei a settembre del 2009….stavamo quasi per lasciarci di nuovo, più di una volta ci siamo andati di nuovo vicini..quelle di settembre è stata l’ultima lite del genere ma penso di poter dire che quell’ennesima volta ha scatenato qualcosa in me…e mi ha portata, da quel periodo più o meno, ad iniziare a dubitare dei miei sentimenti per lui….
Oggi ho ancora quei dubbi, alternati tuttavia a pochi giorni di serenità mentale mia personale…
Mi ritrovo a piangere quasi ogni giorno a causa dei dubbi che sento sul mio amore per lui, della paura di ciò che mi riserva la vita..perchè contemporaneamente non so ancora cosa fare “da grande”, sono già al terzo anno di università ma non so ancora cosa io voglia fare veramente e mi sento scivolare come polvere dalle mie mani tutte le certezze che avevo….università, amore e personalità….il mio stesso futuro!!!
Mi rendo conto di non essere la persona che ho sempre creduto di essere..matura al punto giusto, non superficiale e certa di quello che avrei avuto e fatto nel mio futuro…..ma se mi chiedesse di andare a vivere con lui, o meglio se ne avessimo la possibilità (lui per adesso purtroppo non lavora), non ci penserei 2 volte!!!
La prego di scusarmi per essermi dilungata troppo ma mi creda..per come è andata e va la mia storia con C.  ci sarebbe ancora tanto da dire, oltre che della mia personalità visto che sono una persona principalmente insicura di se stessa, incerta e soprattutto con un livello di autostima che per quanto è basso non so neanche come definirlo….
Distinti saluti, la ringrazio anticipatamente e la prego di rispondermi al più presto.
Grazie ancora, grazie mille!!!

Cara Mg.
dice di essere insicura, con un basso livello di autostima e non matura al punto giusto. Sinceramente non credo si possa crescere senza attraversare un periodo della vita in cui ci si sente immaturi ed inadeguati.
Sta crescendo, non sa cosa vuole, cambia idea. Meno male! finalmente comincia a guardarsi dentro e a conoscersi senza
dare nulla per scontato, mette in discussione quelle che per lei erano certezze, cerca di capire quali sono le cose davvero importanti per lei, per cui valga la pena lottare e soffrire.
Non ha necessità di decidere nei prossimi giorni quale deve essere tutta la sua vita, si dia tempo per comprendere ciò che veramente vuole, sia per la sua vita di coppia sia per il suo futuro lavorativo.
Affronti un passo per volta e vedrà che piano piano le cose le risulteranno più chiare.
Cordiali Saluti
Laura Usai

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31 Mar

Mia suocera mi ha fatto di tutto

admin» Mercoledì 31 Marzo alle ore 11:27

suocera_3.jpegHo letto qualke mail sui problemi con le suocere, le assicuro che la mia mi ha davvero fatto di tutto, pensi che nn è venuta nemmeno al mio matrimonio con suo figlio!
Ma molto probabilmente il mio problema + grande nn è lei ma piuttosto mio marito!

Le spiego…. Quando eravamo fidanzati lei le ha provate tutte per metterci i bastoni tra le ruote, ma il figlio nn gliela dava vinta su nulla e mi difendeva sempre. Poi abbiamo deciso di sposarci, ci siamo trasferiti in un’altra città, abbiamo avuto una bambina e lei è cambiata radicalmente! Ad esempio prima ci veniva a trovare di rado e ci chiamava una sola volta a settimana, da quando abbiamo avuto la bimba è molto + assidua e si trattiene molto a lungo (quindi sono costretta a conviverci x molto tempo). Ma se prima sparlava di me con il figlio, ora ha adottato il metodo del, ho sbagliato, mi dispiace ora ti voglio tanto bene proprio come ad una figlia …davanti al figlio.. ma quando siamo sole.. comincia a sputare veleno peggio di una vipera! Mi mette in condizioni di non poterle rispondere e quando racconto a mio marito quel che mi dice la madre, ovviamente cominciamo a litigare!

Io nn so cosa fare, so solo che se avessi lui dalla mia parte come era prima, io nn avrei attacchi di ansia ogni volte che so che lei deve venir su! Sono disperata, la cosa ma fa vivere davvero male e non voglio arrivare al punto di distruggere ciò che mi sono costruita con tanta fatica! Mi aiuti!

Cara nuora disperata
I rapporti tra le persone sono sempre molto complicati, particolarmente quando ci si contende in qualche modo l’amore di qualcun altro. Mi chiedo però il motivo di questo suo sentirsi minacciata da sua suocera. Fermo restando che questa signora può essere, come lei dice, una persona tremenda è comunque solo lei che le da il potere di interferire con la sua vita. Mettendosi contro costringe suo marito a prenderne le difese e a litigare con lei. Forse è il rapporto con suo marito che sta attraversando un piccolo periodo di crisi, la nascita di un figlio cambia le carte in tavola, mette a rischio complicità ed intimità, c’è un terzo, anche se molto amato, che è sempre presente, si contende a sua volta l’attenzione di tutti. Una suocera potrebbe anche essere un aiuto prezioso in questo, potrebbe occuparsi ogni tanto della nipotina permettendo a voi di recuperare spazi per la coppia che magari ora vi mancano. Provi a parlare con suo marito, non attaccando la madre ma spiegandogli che sente la sua mancanza, che ha paura della distanza che si sta creando fra di voi, anche perchè è questa, mi sembra, la cosa che la fa più soffrire.
Spero di esserle stata di aiuto
Cordiali saluti
Laura Usai

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05 Mar

L’ansia non mi fa passare gli esami

admin» Venerdì 5 Marzo alle ore 12:31

41db0e3056da5c509f8074ac0e4ba879.jpgsalve,
sono una studentessa universitaria, al secondo anno per la precisione. Il mio corso di laurea, matematica, come ben si sa, richiede molto studio, molto intuito e molta intelligenza (senza levare nulla agli altri corsi). Ebbene, il mio problema è questo: studio e molto, a casa so fare tutti gli esercizi, ma poi, di fronte al compito d’esame, mi blocco. Non so cosa mi succede, la mente mi si offusca, forse mi faccio prendere troppo dall’ansia e non ragiono pi?. Poi mi accorgo degli errori stupidissimi che ho fatto e ovviamente non passo l’esame.
Le assicuro che non passare esami per un anno intero non è una bella cosa e forse questo mi rende ancora pi? tesa. Vorrei parlarne con i miei, ma sono convinta che loro non capirebbero. Io Le assicuro che ci ho provato a stare pi? tranquilla, infatti l’ultimo esame pensavo di averlo fatto decentemente e invece…sono nello sconforto pi? totale. La prego mi aiuti! Non so cosa fare. Devo fare una visita da uno psicologo? prendere degli ansiolitici per essere pi? tranquilla al momento dell’esame? Aspetto con ansia una sua risposta!!
saluti

Cara studentessa
a volte rispondiamo alle cose che ci accadono in modo diverso da quello che ci aspettiamo e non riusciamo a comprendere come questo possa accadere. L’ansia di per sè ha una funzione adattiva nel nostro organismo, mobilita le energie perchè noi possiamo funzionare al meglio. Talvolta però questo meccanismo funziona male, l’ansia diventa talmente tanta da bloccarci, diventa un sintomo.
Noi avvertiamo un sintomo come un ostacolo ai nostri progetti, un qualcosa da rimuovere dalla nostra strada per poter continuare ad andare avanti, eppure un sintomo è soprattutto un segnale di qualcosa che non funziona, ci costringe a fermarci a riflettere su quello che nella  nostra vita forse non va come dovrebbe, su scelte che stiamo portando avanti e magari non ci somigliano quanto vorremmo.
Provi a riflettere sul periodo che sta attraversando, sul perchè una parte di lei dovrebbe, in modo così deciso, rallentare la sua strada fino a fermarla per un periodo così lungo.
A volte affrontare un esame acquista dentro di noi, senza che ce ne rendiamo conto, troppi significati che con l’esame in sè hanno poco a che fare ma che pure rendono le prove che affontiamo estremamente più difficili da sostenere.
Cordiali Saluti
Laura Usai

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03 Mar

Lettera aperta a me stesso

admin» Mercoledì 3 Marzo alle ore 16:07

73647.jpgEgregio Dottore,

 ho intitolato così questa mia lettera non a caso, ma perché credo veramente che scriverla sia un esercizio grandissimo di apertura e di riflessione su di me prima di tutto. In secondo luogo mi interessava parlarne con qualcuno e mi permetto questa confidenza poichè sono certo di vedere in lei, non un maestro a cui sottoporre problemi da risolvere, bensì un semplice amico, confidente, compagno, seppure lontano.
Mi chiamo Matteo, ho 19 anni e credo di vivere la mia adolescenza un po’ “in ritardo” rispetto alla media delle persone che frequento. Quello che intendo dire è che, in questi anni, alla mia indole timida e abbastanza riservata, si sono aggiunti una serie di fattori che certo non mi hanno aiutato a superare quel senso di “inferitorità” e di manchevolezza che mi attribuivo, spesso a torto, rispetto alla mia vita sentimentale, ma non solo.

Il fatto che, poi, sia affetto da una forma abbastanza acuta di acne giovanile, ha fatto sì che io fossi sempre restio anche solo a mostrarmi agli altri, a divertirmi, a “farmi guardare”… come un senso di pudore portato all’eccesso che mi portava in un certo senso a “coprire” il mio volto per vergogna di mostrarlo. E siccome proprio nel viso, nel sorriso, nelle parole, credo che risieda lo strumento fondamentale delle nostre relazioni con chiunque, questo mi ha portato a una chiusura e a un’estremizzazione di questa timidezza.
Quello che posso dire, dopo aver riflettuto per lunghissimo tempo (e coinvolgere te, scrivendoti, ti assicuro, non è stata una decisione così immediata) è che nella mia vita ho sempre faticato ad instaurare rapporti di stretta amicizia e di fiducia con altri ragazzi; la cosa mi riusciva più facile con le ragazze, ma, forse, proprio per questo, anche le mie esperienze sentimentali si sono rivelate fioche, pressochè nulle, fino a qualche mese fa.

Ciò che stranisce non è tanto il fatto di avere rapporti di amicizia con persone dell’altro sesso, lo so bene, quanto il fatto che questo, come sai, può risultare agli occhi di molti, come una volontà di non ricercare l’amore, il sentimento, l’attrazione verso una ragazza. Tuttavia dentro di me so bene che non è così e questo a me basta. Il paradosso è che, non accettandomi per come sono, sebbene io sappia di essere abbastanza accettabile, guardo sempre agli altri come ad un modello, ora estetico, ora di relazioni, ora di sentimenti (vedi i cosiddetti “fichisti” di cui parla paolo villaggio), ora di spontaneità, tutte caratteristiche che non ho mai riscontrato in me e che, a volte, mi convinco di non possedere. Questo andamento altalenante fa sì che negli altri io sappia sì trovare difetti, aspetti negativi e quant’altro, ma che, nonostante tutto, io debba sempre assumere i miei coetanei come modello a cui tendere; sono consapevole che questo atteggiamento possa essere tipico di una fase come l’adolescenza, ma il fatto è che non lo veda in nessun altro (o forse che non lo riesca a vedere) e mi fa stare molto male.

Vorrei rassicurarti su una cosa: ciò che ti sto raccontando non è un’esperienza di vita disastrosa, infelice o catastrofica, quanto piuttosto il bisogno di esprimere al di fuori quello che per anni e anni ho sempre solo tenuto chiuso dentro: forse è anche questo un altro mio limite molto grande, il fatto di riuscire a separare nettamente il mio “dentro” dal mio “fuori” e di non far trapelare alcunchè che potesse mettere gli altri nelle condizioni di consolarmi o di chiedermi cosa avessi. Al dilà di questo, come ti dico, mi ritengo una persona molto solare, simpatica, per niente cupa e malinconica, con molti interessi, ma forse questo è solo ciò che mostro al di fuori… in realtà la mia quotidianità è fatta di molti “alti e bassi”, di momenti in cui ritengo di non aver nulla da invidiare a nessuno e di altri in cui non mi spiego proprio perchè siamo stati fatti così diversi nell’aspetto e nell’animo. Di una cosa sono convinto: che la bellezza estetica sia, per quanto ciò non sia politicamente corretto, un requisito dannatamente importante, non solo per il tipo di società in cui viviamo, ma per l’indole carnale, passionale, concreta e un po’ epicurea se vogliamo, che è propria degli animali “uomo e donna” quali siamo; tuttavia credo che la mancanza di questa bellezza possa essere compensata da una bellezza “interiore”, poiché molte persone non belle nell’aspetto sanno incantarti e farti innamorare dei propri gesti e delle proprie parole.

Ma vado oltre. Tre mesi fa è iniziata una relazione (forse la prima vera relazione) con una ragazza, Elena, più giovane che conoscevo da qualche anno e che faceva parte del nostro gruppo di amici. La cosa è durata fino a qualche settimana fa, quando ho capito che il suo essere “navigata” in termini sentimentali le creava un’esigenza di andare oltre ai semplici bacetti e alle semplici carezze, cosa a cui non mi sentivo pronto…Lei ha deciso di dirmelo in termini più velati e criptici ma il senso era quello. Ora, non mi vergogno assolutamente di questo, perchè ho capito che questo non era amore ma una relazione tesa ad un fine che lei aveva ben chiaro e che voleva raggiungere al più presto. Tuttavia, come ovvio, mi sono sorti dei dubbi su di me: sulla mia capacità di “fare” con le ragazze, sul mio modo “riservato” di atteggiarmi con lei, sul mio ritardo nel vivere quelle esperienze che molti miei coetanei hanno già vissuto, ma che io preferisco vivere con una persona che amo davvero, e che mi ama. L’ultima tranche di questo lungo e spero non troppo noioso mio racconto, parte da un telefilm che ho iniziato a vedere da qualche settimana e di cui mi sono appassionato irrimediabilmente: si chiama “Floricienta”  (trasmesso sul nuovo canale Boing dalle 15 alle 16 e dalle 21 alle 22 in replica) e trai suoi personaggi ho trovato delle rappresentazioni caratteriali splendide; non sono le esperienze di vita banali, grottesche che ogni giorno vedo coi miei occhi, loro non sono i miei amici, a cui pur voglio bene ma di cui non apprezzo sempre i comportamenti (sebbene spesso li voglia emulare); loro non sono nemmeno la perfezione retorica del mulino bianco, secondo me, perché al dilà dell’aspetto estetico sicuramente apprezzabile, vivono le esperienze del vero amore, della vera amicizia, della vera famiglia, non senza problemi o difficoltà ma riuscendo sempre a trasmettere una solarità che definirei “tropicale”, un buonumore introvabile al giorno d’oggi. Lo so che la realtà non sta nei film e mi rendo spesso conto di quanto sia strano ed eccentrico vedere tutto questo in una semplice finzione televisiva ma la cosa mi prende a tal punto che non riesco a fare a meno di sognare un mondo così, dei personaggi e delle personalità così. Certo non voglio rimanere legato a ciò che vedo in una fiction, né voglio chiudermi pensando che quella sia la mia vita, perché non è così;

io “voglio vivere” come canterebbero i Nomadi, voglio portare quelle vite nella mia reraltà nel mio quotidiano, ma più ci penso più mi accorgo dell’enorme diversità che ci separa da quel mondo. In Franco e Flor (due dei personaggi del tele film) ho trovato una naturalezza, una spontaneità di sentimenti e di rapporti che non conosco nella realtà e che forse nemmeno potrebbe esistere, ma non posso fare a meno di sognare; perché sognare è forse il solo modo che mi rimane per farmi una ragione di questo periodo della vita, che non so quanto duri, ma che io non reputo affascinante, “da sballo” come viene descritto, ma molto molto difficile, almeno per me. Io non lo so se sarò mai capace di innamorarmi davvero, come succede nei film, ma anche a volte nella realtà, e dopo l’esperienza di Elena la mia paura è di non saper affrontare tutto ciò che questo comporta, anche se allo stesso tempo sento che ci sono persone pronte ad accogliermi per come sono, con tutte le mie debolezze che ho appena cercato di descriverti.

    Da lei non voglio la formula magica, né la risoluzione a tutti i mali, da te voglio solo la vicinanza di una persona saggia che capisce le situazioni e che capisce gli altri, le loro emozioni e i loro sogni; forse sono troppo bravo a sognare e troppo poco a Vivere ma questo deve poter cambiare e io credo in me, nella mia possibilità di fare questo cambiamento una volta per tutte e ci voglio riuscire. Quello che so per certo è che quel telefilm, quella vita e quel mondo per quanto finto e surreale, io me lo porterò sempre dentro di me e lo vedrò sempre come “l’utopia dei sentimenti” e delle persone. Un’utopia che non vedo, al momento, realizzabile qui, nel mio mondo. Cordialmente Matteo

 Caro Matteo,

nella sua lettera mette tante cose insieme: la timidezza e l’insicurezza, il suo modo di vivere il sesso, il fascino di un telefilm che sembra riuscire a dare corpo a tutto quello che lei vorrebbe fosse la realtà. Vive il contrasto tra un interno articolato e confuso ed un mondo esterno che non si mostra all’altezza, che proprio sembra non somigliare neppure lontanamente a quello in cui le piacerebbe vivere.  

Ha ragione quando la definisce una lettera a se stesso, i suoi pensieri si susseguono senza che vi sia un legame logico tra di loro, li racconta così come le vengono in mente.

Sembra che per lei sia davvero molto difficile tenere conto dell’altro, tenere conto della  realtà dei suoi amici o della sua ragazza, i suoi pensieri e le sue convinzioni sembrano essere più reali della realtà.

Viaggi pure dentro se stesso, segua i suoi pensieri ma non smetta di tenere conto della realtà in cui  vive e dell’altro che incontra per non correre il rischio di allontanarsene sempre più.

Cordiali Saluti

Laura Usai

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22 Feb

Mamma malata di Alzheimer: non ce la faccio più

admin» Lunedì 22 Febbraio alle ore 15:23

alzheimers_lead_wideweb__470x3200.jpgSalve Dottore, abito con mia madre che soffre di Alzheimer, cerco di avere tutte le attanzioni possibili, ma ci sono momenti che vengo sopraffatta dalla situazione. E in alcuni casi mi sento svuotata e provo una sensazione di sofferenza così forte, incapace di gestire la situazione vedo tutto quello che mi circonda come una congiura, verso di me, e la violenza mi pervade alle continue provocazioni di mia madre.
Mi chiedo se perdendo quel minimo di lucidità, potrei mai provocare del male a mia madre.
Ho giurato che non l’avrei mai abbandonata in un istituto, ma la senzazione e che potrei arrivare a perdere la testa.
E’ una vera e propria tortura, come la goccia cinese.
Sono distrutta dalla mia malattia (sclerodermia) da quella di mia madre che oltre all’alzheimer ha l’artrite reumatoide e necessita di essere accudita in tutto.
Un consiglio anche solo un augurio sono veramente disperata. Grazie. Distinti saluti. Sonia

Gentile Sonia
accudire una persona cara che sta male ci procura sempre una grande sofferenza ma ci sono malattie in cui  la sofferenza è  particolarmente lunga e dolorosa e L’Alzheimer è una di queste. Toglie alla persona una cosa al giorno rendendola sempre meno capace di orientarsi nella quotidianità e sempre più dipendente. Sua madre sta male e questo la strazia, avverte che non ce la fa più, che sta toccando il fondo della sua capacità di sopportare.
Sono segnali importanti quelli a cui sta dando voce. Non ce la può fare da sola. Resti pure accanto a sua madre se non se la sente di “abbandonarla” in un istituto ma si faccia aiutare. Cominci a delegare a qualcun altro quello che si sente di delegare; si prenda quando può una giornata di vacanza in cui possa prendere fiato e ricaricarsi. E’ importante non chiedere a nessuno, neppure a se stessi, più di quello che si è in grado di dare. Cerchi di volersi più bene.

Cordiali Saluti

Laura Usai

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15 Feb

L’ex nei miei sogni

admin» Lunedì 15 Febbraio alle ore 17:53

images.jpgEgregio Dottore,

dopo l’ennesimo sogno ricorrente, sono a chiederLe aiuto.
Ho 30 anni e convivo felicemente con il mio ragazzo con il quale sto insieme da poco più di un anno.
Prima di lui ho avuto una relazione di quasi 8 anni che è terminata con immenso dolore dopo aver scoperto i numerosi tradimenti del mio partner. Alla fine di questa storia ho avuto un periodo di quasi 2 anni in cui ho sofferto di depressione ed in cui non accettavo la fine di questa storia e la bruciante “sconfitta” come donna.
Da parecchi mesi sogno in continuazione questo ex (5-6 volte al mese, circa), nei sogni io mi sento ancora innamorata di lui nonostante lui si accompagni sempre con altra donna/altre donne. Al risveglio mi sento frustrata e piena di rabbia e rancore, e purtroppo questa sensazione mi accompagna per tutto il giorno e, nel caso di sogni molto “chiari”, anche per i giorni successivi.
A volte mi corico con la paura di sognare nuovamente questa persona…
La situazione sta diventando ossessiva.
Grazie per un suo consiglio,

Elisa

Cara Elisa,
i sogni a volte ci fanno preoccupare ma non dobbiamo cadere nell’errore di prenderli alla lettera.
I sogni hanno a che fare con le esperienze che viviamo e con il tipo di risonanza che ci determinano internamente. E’ possibile rintracciare il significato più profondo di un sogno solo all’interno di uno spazio terapeutico, è solo conoscendo il momento che la persona sta vivendo che si può dare il giusto peso a ciò che il suo inconscio sta comunicando.
Possiamo però provare a riflettere su quello che l’ha messa in allarme, lei sogna il suo ex, la persona che l’ha fatta tanto soffrire e che fatica a lasciarsi alle spalle e teme di non averlo dimenticato ma, allo stesso tempo, dice anche che vive felicemente da un anno un nuovo rapporto.
La invito a riflettere su cosa sia davvero a spaventarla. Viene da chiedersi se non sia proprio il nuovo rapporto a farle paura, un nuovo forte coinvolgimento che forse la fa sentire di nuovo in pericolo.
Il suo inconscio allora, nel momento in cui la mette in guardia ripresentandole ciò che ha vissuto, la fa sentire contemporaneamente meno coinvolta nel nuovo rapporto e, quindi, in qualche modo, la protegge dal timore di rivivere lo stesso tipo di dolore che ha superato con così tanta difficoltà.
Cordiali Saluti
Laura Usai

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13 Gen

Sono scappata di casa per lui, e vivo un inferno

admin» Mercoledì 13 Gennaio alle ore 12:37

violenza_donne.jpgBuona sera, sono una ragazza di quasi 19 anni e ho davvero bisogno di aiuto ma non so a chi rivolgermi. Due mesi fa me ne sono andata di casa per stare con il mio ragazzo, un uomo di 29 anni che ha la grande abilità di confondermi le idee e di portarmi a pensare con la sua testa. Ho fatto molto soffrire la mia famiglia e i miei amici, anche perchè non avevo una vera motivazione per il mio gesto.
Non avevo detto a nessuno dell’esistenza di questo ragazzo nella mia vita, o meglio dopo giugno ci eravamo detti addio, ma a settembre è tornato alla riscossa con le sue maledette idee ed io non ne ho parlato con nessuno, soprattutto per paura dei giudizi degli altri. Già a giugno il problema principale con questo ragazzo era il rapporto con i miei genitori, che lo hanno sempre visto come un ragazzo sbandato, insomma non adatto a me. Forse anche a causa della loro età avanzata, non hanno mai voluto che avessi un ragazzo (sicuramente per il mio bene) e mi hanno sempre imposto coprifuoco e regole molto strette.
Questo ragazzo, invece mi ha sempre spinto verso la libertà, l’ha sempre PRETESA, anche se io sotto sotto mi sono sempre accontentata, perchè so che i miei lo fanno per il mio bene, è un modo per proteggermi.
Insomma, per due mesi ho convissuto con lui che vive da solo, e le cose sono man mano peggiorate. Il suo atteggiamento verso di me è cambiato sempre più velocemente. I primi giorni eravamo felicissimi, ci giuravamo amore eterno, parlavamo di matrimonio, di avere una bambina, e purtroppo abbiamo anche provato ad averla, senza risultato fortunatamente. Io ho
abbandonato l’università, gli hobby, le amicizie, il rapporto con la mia famiglia, tutto, per annullarmi in lui.
Poi però lui è diventato sempre più possessivo e ha scoperto cose del mio passato che lo hanno fatto soffrire. Gli avevomentito su diverse cose, perchè ho sempre pensato che il passato non deve influire il presente, così insospettito, lui ha iniziato ad indagare sulla mia vita fingendo di essere me nelle chat che frequentavo, parlando con le mie amiche e scoprendo tutto.

Pur di farmi confessare la verità ha iniziato a picchiarmi sempre più violentemente, fino a farmi gambe e braccia nere e più volte è arrivato a minacciarmi con un coltello. Io l’ho sempre supplicato, in un gioco perverso che arrivato alla fine, quando io avevo veramente confessato tutto, non dava segni di finire. Le nostre vite si erano ridotte a lacrime, urla, botte, reclusione, tentativi di suicidio e paura. In lui a volte si alternavano momenti di nostalgia in cui mi giurava di credermi, di non farmi più del male, di volere la felicità insieme a me, ma appena questi attimi finivano era di nuovo
l’inferno.
Io ho sopportato per più di un mese, e dopo una telefonata dei miei genitori ho capito che quella non era la vita che volevo. Con la promessa di tornare appena chiarito con i miei, me ne sono finalmente andata da quell’incubo, ma ora non so se ho fatto bene. Sono tornata dai miei una decina di giorni fa, ma ora tutto è cambiato. Lui non si convince nè si rassegna che tutto è cambiato e che non lo amo più e io non riesco a parlare con i miei genitori, mi chiudo ogni giorno di più anche se mi sforzo di parlare. Sto male, sempre peggio: ho perso tutto e tutti, amiche, familiari, voglia di studiare, voglia di uscire, la voglia di vivere. I miei fratelli maggiori mi consigliano di andare da uno psicologo e farmi aiutare, ma ho paura, so che non parlerei oppure mentirei, come ho sempre fatto con tutti. Ogni cosa mi fa soffrire e allo stesso tempo ogni suo gesto fa aumentare la rabbia dentro di me. Cerca di chiamarmi, mi manda decine di email e dediche, ma io non rispondo, ho paura di ricaderci anche se sotto sotto so di amarlo ancora, e mi manca tremendamente,ogni cosa mi manca.

Oggi mio padre mi ha urlato in faccia che ho fatto male a tornare, che non l’ho reso felice, e questo ha spezzato qualcosa dentro di me, qualcosa dentro di me si è rotto ulteriormente e la voglia di parlare è diminuita ancora di più. Non ho mai aperto un dialogo nè con i miei, nè con i miei fratelli, le cognate, le amiche, trovo difficilissimo parlare di me, soprattutto senza mentire, perchè mi vedo troppo diversa e ho paura del giudizio e dell’incomprensione altrui. Cosa devo fare?
Ci sono dei “metodi” per iniziare a parlare almeno con mia madre? Chiedo scusa per il lungo sfogo, ma ne avevo un grande bisogno, perchè sto malissimo.
Grazie

Cara 19enne,
spero sia riuscita a mantenere la distanza dall’uomo con cui ha vissuto. Anche se la vostra convivenza è durata solo due mesi ha avuto un assaggio di quella che potrebbe essere la sua vita futura con questa persona.
Vi sono persone che considerano l’altro come un oggetto di proprietà, privo di una propria volontà e dignità, che non deve esistere per se stesso, avere un passato, dei pensieri, nulla che possa fare di esso un essere umano, pena ricatti, sofferenza e botte e spesso, più spesso di quanto si pensi, per paura, per convinzione di non valere abbastanza, l’altro accetta questo tipo di rapporto.
 
Forse per ribellarsi alla rigida tutela dei suoi genitori lei si è buttata a capofitto in un rapporto che rappresentava tutto quello che a loro non poteva piacere, ma lo ha fatto (e rischia ancora di farlo) sulla sua pelle.
Ha rinunciato alla sua vita, alle sue abitudini, alle amicizie, alla famiglia finendo per sentirsi vuota e incapace di comunicare con l’altro.
 
E’ riuscita però a fare il passo più importante, si è interrogata sul tipo di vita che voleva avere e ha fatto una scelta. E’ il passo più difficile e lei è stata in grado di farlo, ma ha bisogno di aiuto, l’aiuto di uno psicoterapeuta, come le suggeriscono i suoi fratelli.
Ha bisogno di ritrovare le parole per comunicare con le persone che le vogliono bene, per riuscire a comprendere il motivo per cui, nonostante sia consapevole di non voler vivere quella vita, continua ad avere dubbi sulla scelta compiuta e a sentirsi pericolosamente attratta da quell’orizzonte piccolo e limitato da cui è venuta fuori e da una vita gestita da qualcun altro.
Non abbia paura di cercare l’aiuto di cui ha bisogno.
Cordiali Saluti
Laura Usai

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